Prima di parlare del DNA mitocondriale (mtDNA) del Gufo di palude
e di quello di altri strigiformi è bene spiegare cos'è
l'mtDNA e dove risiede.
Esso è presente nei MITOCONDRI, organelli
presenti nel citoplasma di tutte le cellule eucariotiche aerobiche
e coinvolti nella respirazione cellulare.
Quest'ultima rappresenta il processo di ossidazione delle molecole
alimentari, come il glucosio, in anidride carbonica e acqua rilasciando
energia sottoforma di molecole di ATP. Questa energia viene utilizzata
per tutte le attività cellulari che la richiedono.
I mitocondri possiedono un DNA proprio, nella maggior parte dei casi
è circolare, a doppia elica e superavvolto, anche se in alcune
specie è lineare.
Il genoma mitocondriale contiene i geni per rRNA
dei ribosomi di questi organelli, per molti tRNA usati nella sintesi
proteica dai mitocondri stessi e per alcune proteine che rimangono
nell'organello e qui svolgono funzioni specifiche. Tutte le altre
proteine necessarie per questi organelli sono codificate dal nucleo
della cellula e trasportate poi nei mitocondri.
E' importante sottolineare che l'analisi
del DNA mitocondriale è utilizzata in studi di relazioni genetiche
tra individui, in quanto i mitocondri hanno eredità materna
e il mtDNA presenta dei polimorfismi. Il modo di ereditare
per via materna i geni extranucleari dipende dal fatto che lo zigote
(prima cellula del nuovo individuo ottenuta dalla fusione di una cellula
uovo con uno spermatozoo) riceve la maggior parte dei suoi organelli
cellulari dal genitore femminile.
Come il DNA nucleare anche quello mitocondriale si deve replicare
e la sua replicazione è semiconservativa ed avviene per opera
di proteine (DNA polimerasi) specifiche del mitocondrio attraverso
un meccanismo chiamato:"Spostamento dell'ansa" (displacement
loop ovvero D loop).
Il modello è come segue:
Nella maggior parte degli animali le due eliche di mtDNA hanno densità
diverse poichè le basi azotate (che compongono il DNA) non
sono distribuite in modo uguale in ciascuna delle eliche, pertanto
sono chiamate catena pesante (heavy-H) e catena
leggera (light-L). La sintesi della nuova catena H incomincia
in corrispondenza del sito d'origine della replicazione dell'elica
H (non presente nell'mtDNA degli strigiformi) e forma una struttura
ad ansa D loop. Quando la nuova elica H si è estesa fino a
circa la metà intorno alla molecola, si ha l'inizio della nuova
elica L, a partire da un secondo sito d'origine di replicazione (anche
questo assente negli Strigiformi). Le eliche sono entrambe completate
per replicazione in continuo. Infine i DNA circolari sono entrambi
convertiti in una forma superavvolta.
NEGLI UCCELLI
Nel genoma mitocondriale di tutti i vertebrati il
più grande segmento non codificante è chiamato regione
di controllo (CR), ed è anche la parte più
variabile che evolve da 3 a 5 volte più rapidamente rispetto
al resto dell'mtDNA.
Negli uccelli, la CR è localizzata tra il gene che da origine
al tRNA del glutammato e quello per la fenilalanina e la sua funzione
primaria si pensa sia la regolazione e trascrizione del genoma mitocondriale.
Molti studi hanno mostrato che esistono variazioni dell'estensione
della dimensione della CR nell'mtDNA degli uccelli, attribuita all'inserzione
o delezione di alcuni segmenti e/o alla variazione della lunghezza
nel n. di copie delle sequenze ripetute in "TANDEM". E'
importante una miglior comprensione delle proprietà strutturali
della CR per studi sulla fiogenesi aviaria e di popolazione.
Oltre 10 anni fa, con il sequenziamento della CR mitocondriale di
molte classi come cyclostomi, pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi,
una grande attenzione è stata data ai meccanismi evoluzionistici
della CR e la sua applicazione nell'analisi filogenetica molecolare.
Vi
riporto uno studio condotto, da un gruppo cinese, sul'analisi comparativa
della CR del mtDNA di 4 Strigiformi, tra cui Asio flammeus 
In questo studio è stata riportata, analizzata
e confrontata la completa sequenza e organizzazione della CR mitocondriale
di 4 strigiformi: Asio flammeus, Asio otus, Strix aluco,
Athene noctua. Si è visto che la lunghezza in bp della
CR delle 4 specie è molto più lunga di quella di altri
uccelli (1-1.5Kb), inoltre è interessante notare come questa
lunghezza sia massima in Asio flammeus
(3290bp) tra tutte quelle sequenziate fino ad ora.
L'estremità 3' della CR contiene molte sequenze duplicate in
tandem (un unità di seq. ripetuta più volte) e in Asio
flammeus erano costituite
da una sequenza di 126bp (bp:paia di basi azotate che formano il DNA)
ripetuta 7 volte e una sequenza di 78bp ripetuta 14 volte, tra le
2 unità ripetute vi era uno spazio di 99bp (copia incompleta
delle due unità ripetute).
In Asio otus
le sequenze ripetute erano costituite da un' unità di 127 bp
ripetuta 8 volte e un'unità di 78bp ripetuta 6 volte, con uno
spazio tra le due di 55bp.
Strix aluco
aveva una sola seq. ripetuta di 78bp ripetuta 5 volte e Athene
noctua un'unità di 89bp ripetuta 3 volte
(77bp+12bp extra), un'unità di 77bp ripetuta 4 volte ed infine
un'unità di 71bp ripetuta 6 volte.
Il risultato di questo lavoro suggerisce che l'elevata dimensione
della CR dei 4 strigiformi può essere attribuita a queste numerose
sequenze ripetute, presenti anche in altri vertebrati anche se non
in modo così elevato.
Si è visto che esisteva un'omologia di sequenza molto alta
tra le unità corrispondenti (126bp di A.
flammeus con le 127bp di
A. otus e quelle di 78bp di
A. flammeus, A.
otus e Strix
aluco) da far pensare ad un'origine comune, esse
potrebbero essere esistite prima della divergenza della specie e la
successiva evoluzione indipendente può aver portato a differenze
in queste unità ripetute corrispondenti. Inoltre, benchè
in Athene noctua l'unità
di 89bp è un unità di 77bp con un extra 12bp aggiunte,
queste due possono anche originare da una sequenza ancestrale.
I mecanismi molecolari proposti, per l'origine di queste seq. ripetute
e la successiva generazione di variazioni di lunghezza di mtDNA, sono
crossing over ineuguale (conversione genica) e slipped-strend mispairing
(un'appaiamento errato dell'enzima, DNA polimerasi, che opera la replicazione
dell'mtDNA alla zona ricca di queste sequenze ripetute).
I polimorfismi all'interno delle seq. ripetute si formano durante
il processo di replicazione in cui si ha una sorta di bilancio tra
due forze evolutive opposte: mutazioni puntiformi (cambiamento di
una singola base azotata) e inserzioni-delezioni (inserimento o rimozione
di basi azotate). Le prime causano divergenza mentre le seconde causano
omologia. In questo studio, tutte le 14 copie dell'unità a
78bp sono esattamente le stesse in A.
flammeus, il che può significare che le
mutazioni inserzioni-delezioni giocano un ruolo dominante su quello
delle mutazioni puntiformi.
In queste sequenze ripetute ci sono molti motivi conservati, che possono
offrire copie multiple di seq. funzionalmente importanti e conferire
vantaggi replicativi alle molecole di mtDNA avendo a disposizione
copie multiple di segnali di replicazione, ma esibire anche differenze
tra le specie o tra individui appartenenti alla stessa specie.
In conclusione si è ipotizzato che la CR dell'mtDNA può
essere usata come marker molecolare per lo studio dell'evoluzione
della popolazione. Quindi grazie a queste sequenze ripetute presenti,
come abbiamo visto, in numero di copie variabile, l'mtDNA presenta
una diversa efficenza replicativa tra i diversi individui e questo
risulta importante per tracciare l'età evolutiva e la divergenza
che è avvenuta.