Asio otus e Asio flammeus
Affinità e diversità
Per il birdwatcher e l’ornitologo moderno la distinzione tra Gufo
comune, Asio otus, e Gufo di palude, Asio flammeus, non è poi così
complicata. Siamo infatti agevolati da guide e chiavi di riconoscimento
che consentono una discriminazione sia quando i due soggetti sono posati
sia quando si trovano in volo.
La prima identificazione discriminante si collega al nome inglese dei
due Strigidi; il Gufo comune è denominato Long-eared Owl, che significa
Gufo dalle Lunghe orecchie, mentre il Gufo di palude è universalmente
chiamato Short-eared Owl, ovvero gufo dalle orecchie corte.
In realtà le orecchie in questione, anche se dai profani sono sovente
associate agli organi di senso uditivo, altro non sono che ciuffetti auricolari
costituiti da penne; nel Gufo comune, tra l'altro, sono più pronunciati
rispetto al nostro Gufo di palude.
Questa prima differenza è maggiormente eclatante quando i ciuffetti
sono tenuti irti, fenomeno che si acuisce in occasione di stati dall’erta
dei Gufi, poiché se questi ultimi sono tranquilli hanno la consuetudine
di tenere i ciuffetti coricati sul vertice del capo rendendoli così
invisibili.
In assenza di questo primo elemento, una buona chiave di riconoscimento
tra le due specie è data dal colore degli occhi; il Gufo di palude
è dotato di occhi gialli mentre il Gufo comune possiede un iride
in grado di subire un fenomeno particolare, ossia è color arancio
con la tendenza a divenir rosso nei soggetti più anziani.
Il Gufo di palude, inoltre, è dotato di una sorta di mascherina
nera intorno agli occhi, più marcata nei giovani, che lo rendono
differente dal suo parente prossimo (A.otus).
La colorazione delle penne è abbastanza simile, ma il Gufo comune
può assumere colorazioni più scure e persino le penne remiganti
appaiono più brune rispetto a quelle del Gufo di palude.
Inoltre, in natura le osservazioni di queste due specie avvengono in zone
generalmente differenti: il Gufo comune è molto più abbondante
in Italia, predilige le aree boschive arrivando ad essere molto ben distribuito
sia in areali alpini che in quelli planiziali. Negli ultimi decenni la
crescita considerevole della specie, in tutta Europa, ha aumentato le
potenzialità di osservazione e anche la sua distribuzione ne ha
risentito favorevolmente. Infatti, molti soggetti sono stati avvistati
anche nelle aree dell’Italia meridionale.
Il Gufo di palude lascia intendere una preferenza per gli areali palustri,
tuttavia, questo gufo si trova facilmente in ogni area aperta purchè
ricca di micromammiferi (del genere Microtus e secondariamente del genere
Apodemus) come attestano alcuni studi condotti nella Penisola Iberica
e in Francia.
In alcune zone ove filari arborei, boschetti e zone aperte s’intersecano,
sono possibili osservazioni di entrambe le specie e questo accresce i
potenziali dubbi sulla corretta determinazione.
Altra caratteristica che segna evidenti differenze tra le due specie è
la scelta del sito riproduttivo. Mentre il Gufo comune nidifica preferenzialmente
in nidi di Corvidi abbandonati, tant’è che questa sua inclinazione
lo ha facilitato nel suo trend di crescita, Asio flammeus si riproduce
in spazi aperti tra erbe alte, campi di cereali, come le Albanelle, in
torbiere in quota (700 800 metri) e nelle paludi. In passato, però,
alcune nidificazioni attribuite al Gufo di palude in Italia sono state
discusse e non ritenute attendibili in virtù di alcuni casi di
riproduzione del gufo comune su terreno. Tuttavia, quando ciò si
verifica il Gufo comune utilizza le fasce di arbusteti e le aree ecotonali
dei boschi.
Potendo osservare le due specie con attenzione e in buone condizioni di
visibilità, la confusione tra le due specie resta confinata ai
soli profani del birdwatching, perché i due gufi mostrano davvero
significativi caratteri di distinzione.
I problemi compaiono quando si osservano Gufi del genere Asio in volo,
magari per pochi secondi, e/o in condizioni di poca visibilità
(crepuscolo, nebbia).
Premesso che tali condizioni possono talvolta compromettere la “corretta”
determinazione, esistono alcuni aspetti che è opportuno considerare
per cercare di scoprire che gufo stiamo osservando.
I gufi di palude hanno ali più lunghe e più affusolate all’estremità
tant’è che si osservano con una certa facilità anche
in pieno giorno. Un'altra situazione nella quale è possibile imbattersi
con una certa frequenza è il ritrovamento di un Gufo morto in seguito
all’ impatto con un veicolo. Infatti, data la situazione esistente
in Italia nel tardo autunno e in inverno - in cui i Gufi comuni sono molto
più numerosi per la presenza di molti soggetti svernanti, e i gufi
di palude raggiungono il maggior picco di presenza - si accresce notevolmente
la possibilità di incidenti mortali.
Se il ritrovamento avviene dopo poche ore dallo scontro, e il Gufo non
ha subito investimenti multipli, il riconoscimento sulla base di quanto
descritto in precedenza è molto semplice. D'altro canto, in condizioni
di forte danneggiamento, la soluzione migliore è quella di osservare
il disegno delle copritrici che nelle due specie è molto differenti.
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